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5G e Telefonia Cellulare

[Articolo composta da 884 parole]

Riferimenti: 5G, Cellulare, Reti, Telefonia

Sommario: i nuovi limiti nazionali di emissioni elettromagnetiche potrebbero mettere a repentaglio la salute dei cittadini.

Le premesse
La pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche in relazione alla salute umana è oggetto di molte controversie.
In effetti è molto difficile indagare cosa accade quando il corpo umano viene esposto nella vita di tutti i giorni alle radiazioni elettromagnetiche. Questo sia per la variabilità delle esposizioni in relazioni alle varie situazioni, che crea una notevole complessità, sia per la scarsità di di dati disponibili, che vengono segretati dai vari operatori.

Anche un documento redatto dall’ISS (Istituto Superiore della Sanità) nel 2023, non risolve di certo i dubbi, lasciando aperto il campo alla ricerca di nuove evidenze (valuta il documento).

A fronte di molti dubbi, vi sono però alcune certezze:
1) le radiazioni elettromagnetiche hanno sicuramente effetti termici sui tessuti
2) persone esposte professionalmente a forti dosi (persone utilizzanti per molte ore al giorno il cellulare) hanno manifestato l’insorgenza di neurinoma (un tumore benigno) del nervo acustico. Queste sono stati oggetto di cause giudiziarie, che dopo dimostrazione della causa-effetto, hanno portato al risarcimento del danno per cause di servizio.
3) nel 2011, l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato i CEM-RF (radiofrequenze) nel Gruppo 2B del suo sistema di classificazione delle evidenze di cancerogenicità, quindi considerandoli agenti possibilmente cancerogeni per gli esseri umani.
4) dagli anni 50-60 siano soggetti ad esposizione alle radiofrequenze (anche ad alta potenza decine o centinaia di KW contro le decine o centinaia di Watt [100’000 contro 100] della telefonia cellulare) per la diffusione delle trasmissione radiotelevisive, con alcune situazioni davvero paradossali quali in caso di Radio Vaticana negli anni ’90 (
http://www.radiovaticana.va/archivio/010403_rv_em.html) (https://www.romatoday.it/zone/romanord/la-storta/perizia-radio-vaticana-nesso-tra-antenne-e-tumori.html). Va precisato che le frequenze in uso per le trasmissioni radiotelevisive sono diverse rispetto a quelle della telefonia, sebbene con l’avvento del 5G e della TV Digitale alcune bande di frequenza precedentemente in uso per la TV sono ora impiegate per il 5G, come ben sa chi ha dovuto cambiare decoder o TV negli ultimi anni.

Il problema
Ora… dov’è il problema? In Italia avevamo una normativa che fissava il livello max di attenzione a 6 V/m come valore medio nei 6 minuti, con un picco massimo di 40 V/m (tetto massimo di esposizione riferito specificamente ai luoghi a permanenza non inferiore alle 4 ore giornaliere) [DPCM del 08/07/2003]. Questo limite era stato stabilito come un compromesso fra il principio di precauzione e le esigenze economiche dei gestori. Nel tempo questo limite ha subito un ‘allargamento’ definendo il limite di max 6 V/m come media nelle 24 ore (legge n. 221/2012). Già di fatto questo rappresentava un enorme aumento, permettendo di superare ampiamente il limite, anche per tempi lunghi, purché poi venga rispettata la media giornaliera! Purtroppo con la Legge 214/23 (31 dicembre 2023) il limite è stato ulteriormente esteso al valore di attenzione a 15 V/m!

Sebbene non credo che all’utenza comune il cosi detto “internet delle cose” rappresenti al momento una vera opportunità, ne rivesta un particolare interesse,  personalmente e come anche altre voci, non sono contrario al 5G. La sua applicazione corretta, lavorando su tre bande di frequenza e con microcelle per una copertura più ‘fine’ del territorio, produrrebbe di fatto anche una riduzione delle emissioni rispetto alla attuale configurazione costituita da celle più distanziate e di potenza maggiore. Purtroppo questo significa investire molto nella infrastruttura con enormi costi per le (normalmente ricche) aziende delle telecomunicazioni, quindi l’attuale governo (anni 2023/2024) ha ritenuto fosse meglio dare la possibilità di aumento della potenza di trasmissione, in modo di mantenere inalterata la rete attuale!

L’Europa
Va evidenziato, per correttezza, che i limiti europei sono molto più elevati ben 61 V/m (raccomandazione del Consiglio Europeo numero 519 del 1999) e in questo caso l’Italia assieme ad altri pochi, rappresenta un esempio ‘virtuoso’.

Alcuni Consigli, per limitare l’esposizione.

Utilizzo del Cellulare:

– evitare un uso intenso, mantenendolo a lungo vicino all’orecchio
– mantenere il telefono cellulare e il computer a distanza quando possibile
– evitare gli auricolari Bluetooth e utilizzare invece cuffiette collegate col cavo o il vivavoce
– valutare in fase di acquisto il valore di emissione dello smartphone. Si ricorda il caso iPhone 12 e interferenze coi pacemaker e defibrillatori! (vedi)

In casa:
– se possibile evitate il WiFi preferendo la connessione via cavo Ethernet
– se presente spegnete il WiFi nelle ore notturne
– disponete i trasmettitori WiFi distanti dai luoghi in cui si soggiorna più a lungo
– non usate il cellulare a letto e non lasciatelo in camera da letto durante il vostro soggiorno

Le istituzioni locali dovrebbero:
– disporre dei regolamenti che limitino localmente i valori di emissione elettromagnetica mantenendo il ‘vecchio’ valore massimo di 6 V/m!
– evitare di ‘inondare’, per quanto possibile, il territorio di discutibili ripetitori o dispositivi che emettano radiazioni elettromagnetiche
– evitare di concedere autorizzazioni ‘improprie’ per l’installazione di antenne, ad esempio in prossimità di strutture frequentate da persone ‘sensibili’ (asili, scuole, ospedali, case per anziani. etc.)

Altre Considerazioni
Non è solo la tecnologia dei telefoni cellulari ad emettere radiazioni elettromagnetiche. Come già detto in precedenza occorre considerare i campi generati dalle trasmissioni radiotelevisive, che da quasi 100 anni (la prima trasmissione radio italiana è datata 6 ottobre 1924) ci irradiano, inoltre vi sono le fonti a bassa frequenza, quali le linee elettriche, soprattutto a media e alta tensione. Ma questo è tutt’altro argomento, che necessita di una trattazione diversa.

ISDE in diverse occasioni si è interessata al problema prendendo posizione in merito (Link1, Link2 )

N.B.: alcuni dei riferimenti citati, sono in lingua inglese. Tutti i lavori di interesse scientifico vengono normalmente pubblicati in lingua inglese in modo da essere fruibili dal maggior numero di persone, poiché l’inglese è universalmente ritenuta una lingua di interscambio in ambito tecnico/scientifico

Per comprendere come valutare la correttezza delle informazioni leggi anche l’articolo:
IL METODO SCIENTIFICO

Baveno, 25 febbraio 2024 – Questo scritto rappresenta l’opinione personale del dott. Giulio Barigelletti, frutto delle conoscenze ed esperienze acquisite.

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