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CEMENTO e CEMENTIFICAZIONE [Articolo composta da 967 parole]

Riferimenti: cemento, cementificazione, anidride carbonica, CO2, consumo suolo, drenaggio acque

Sommario: la produzione di cemento rappresenta a livello mondiale la terza fonte di emissione di CO2, inoltre la cementificazione massiva del suolo, comporta diversi effetti negativi, quali la riduzione del verde ossigenante e la diminuzione della superficie drenante.

Nelle mie precedenti esperienze lavorative, ho avuto modo di frequentare molti cantieri edili, e mi ha sempre affascinato il lavoro del muratore nel suo abile utilizzo e nella sapiente gestione del cemento. Non di certo per questo mi posso considerare un esperto nel settore del cemento e delle costruzioni edili, ma penso valga la pena focalizzare alcune questioni ambientali legate ai processi produttivi e all’utilizzo del cemento. Questo post non va, pertanto, considerato come una qualche azione contro le imprese produttrici di cemento o contro le imprese edili, con cui ho collaborato e il cui operato apprezzo molto, ma come un modo di sensibilizzare il cittadino e gli addetti ai lavori, a vario titolo, che si interessano della programmazione edile del territorio.
Il cemento è considerato uno dei materiali da costruzione più importanti al mondo. Le emissioni di produzione del cemento rappresentano circa il 5% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2). Se paragoniamo le emissioni totali a quelle di una nazione la produzione del cemento, può essere considerata come la come la terza fonte di emissione di CO2 a livello mondiale, dopo Cina e USA, producendo un impatto ambientale veramente importante! Riferimenti: FOCUS, GEOPOP, RESOILFOUNDATION, QUALENERGIA

In questa contesto le industrie italiane si stanno attrezzando per diminuire le emissioni di CO2, ma come al solito il problema è quello della sostenibilità dei costi nell’ambito di una concorrenza internazionale, forse meno propensa a utilizzare metodi produttivi diversi e dell’aumento dei costi energetici. Sono stati proposti anche dei prodotti a base cementizia, che permettono di assorbire e degradare la CO2 e anche altri inquinanti, ma dopo un gran parlarne e grandi titoloni negli anni trascorsi, credo che di questo cemento se ne sia fatto poco utilizzo. Inoltre, pur essendo soluzioni disponibili, occorre valutare i costi di impiego e il bilancio di emissione, fra le necessità di produzione e quanto recuperato, che rimane sempre ampiamente negativo.

Prima di proseguire su altre questioni, va fatto anche un appunto sull’Impatto dei cementifici all’ambiente nella zona di produzione. I cementifici sono attività altamente inquinanti! L’esposizione ai contaminanti emessi dai cementifici possono avere un impatto sulla salute sia sui lavoratori che sulla popolazione in generale. Durante la produzione ed il trasporto di cemento, sostanze gassose tossiche e nocive come il particolato atmosferico (PM), gli ossidi di azoto (NOx), l’anidride solforosa (SO2), il monossido di carbonio (CO), la CO2, le policlorodibenzo-p-diossine (PCDD) e i dibenzofurani policlorurati (PCDF), i policlorurati bifenili (PCB), nonché i composti organici volatili, ammoniaca, cloro e acido cloridrico vengono rilasciati nell’ambiente principalmente in aria per poi ricadere come deposizione secca ed umida nel suolo e nelle acque circostanti.  Diversi studi evidenziano questi aspetti, come: quello proposto da Bertoldi, Borgini & Altri. Interessante anche  la lettura di questo articolo.

I cementifici, sono attività altamente energivore e tentativi di utilizzarli come inceneritori per i rifiuti sono stati respinti dalla collettività scientifica (vedi ISDE) per la pericolosità delle emissioni.

Dopo aver evidenziato i problemi di influsso ambientale del sistema produttivo, vanno considerati almeno ulteriori due elementi di impatto:

1)      La perdita di aree verdi

2)      La perdita di suolo drenante 

Il primo punto ci riconduce a quanto già visto nello scritto relativo alla Combustione di Legna in relazione alla deforestazione. Nuovi insediamenti abitativi tolgono alberi e verde provocando una drastica riduzione di componente vegetativa utile ad abbattere CO2 e a produrre ossigeno.

Il secondo aspetto produce delle conseguenze molto gravi. Si definisce come Impermeabilizzazione del suolo la copertura del terreno da parte di un materiale impermeabile e rappresenta una delle principali cause di degrado del suolo nell’UE. EMEA ha analizzato questa progressione, che: spesso colpisce i terreni agricoli fertili, mette a rischio la biodiversità, aumenta il rischio di inondazioni e carenza idrica e contribuisce al riscaldamento globale.

È possibile evidenziare il consumo del suolo nel sito di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nella sezionededicata. A titolo di esempio si allega la una tabella riassuntiva dei principali comuni del VCO ordinati per consumo decrescente di suolo nel 2021:

Cosa fare

Come singoli, non credo si possa fare molto, se non effettuare delle scelte rispettose del terreno/territorio in occasione di lavori edili.
Molto di più possono e debbono fare, gli enti regolatori nazionali, regionali e locali in occasione della emissione di normative e nella gestione dei piani regolatori…

 

Bibliografia

  1. Hendriks, C. A., Worrell, E., De Jager, D., Blok, K., & Riemer, P. .Emission reduction of greenhouse gases from the cement industry. In Proceedings of the fourth international conference on greenhouse gas control technologies (pp. 939-944), 2004. IEA GHG R&D Programme Interlaken, Austria;
  2. Elena Raffetti, Michele Treccani, Francesco Donato. Cement plant emissions and health effects in the general population: a systematic review, Chemosphere, Volume 218, 2019,Pages 211-222, ISSN 0045-6535;
  3. https://economiacircolare.com/cementifici-centrali-rifiuti-coincenerimento-inuinamento-salute-dnsh-europa/

N.B.: diversi dei riferimenti citati, sono in lingua inglese. Tutti i lavori di interesse scientifico vengono normalmente pubblicati in lingua inglese in modo da essere fruibili dal maggior numero di persone, poiché l’inglese è universalmente ritenuta una lingua di interscambio in ambito tecnico/scientifico.

Un ringraziamento particolare al dr. Alessandro Borgini che, a titolo personale, ha effettuato la revisione dello scritto.

Per comprendere come valutare la correttezza delle informazioni leggi anche l’articolo:
IL METODO SCIENTIFICO

Baveno, 31 dicembre 2022 – Questo scritto rappresenta l’opinione personale del dott. Giulio Barigelletti, frutto delle conoscenze ed esperienze acquisite.