Istituto Comprensivo "A. Fogazzaro" di Baveno

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Nelle cronache... della rivista INFANZIA

 

 

Nella rivista "infanzia", periodico diretto dall'università di Bologna, rivista di studi ed esperienze sull'educazione,  l'insegnante Simonetta con la collaborazione delle colleghe della scuola dell'infanzia di Oltrefiume, hanno pubblicato nel numero di gennaio-febbraio 2008 un articolo su "internet nella scuola d'infanzia". In questo articolo si racconta l'esperienza fatta dai bambini di 5 anni nel laboratorio di informatica, grazie all'utilizzo del programma didattico "Il Veliero" che consente anche ai più piccoli di navigare sicuri nel web. Nel ringraziare le insegnanti della scuola d'infanzia di Oltrefiume che grazie alla loro professionalità e all'essere sempre all'avanguardia nelle esperienze legate all'uso didattico delle tecnologie nella scuola d'infanzia, proponiamo la lettura dell'articolo.

 

   www.rivistainfanzia.it

 

L'articolo...

Messaggi, Forme e Media

Internet nella scuola d'infanzia
 

Simonetta Siega*
 

Premessa

Da qualche anno mi occupo di uso corretto delle tecnologie nella scuola Primaria e Secondaria di primo gra­do all'interno dell'Istituto Comprensivo A. Fogazzaro" in cui lavoro. Il collegio dei docenti ha deliberato la mia figura come "Funzione strumentale per l'uso corretto delle tecnologie nella scuola dell'obbligo". L'lstituto Fo­gazzaro comprende due scuole d'infanzia. Le insegnanti della scuola d'infanzia di Oltrefiume hanno chiesto la mia consulenza per poter fare un po' di esperienza con i bambini del gruppo dei più grandi con il computer. Un progetto di informatica di 10 ore da sviluppare in labo­ratorio con 18 bambini di 5 anni. Un uso del computer per insegnare ai più piccoli come si naviga su internet senza pericoli, in un mondo conosciuto ma ancora, a volte, molto pericoloso anche per i più grandi. Il nostro Istituto ha inserito nella PUA questo programma di uti­lizzo sicuro della rete grazie a un browser che permette la navigazione nei "mari" di intemet per conoscere siti speciali, fatti proprio a loro misura (per i più piccoli), sen­za pericoli. Questo browser si chiama "Il Veliero", garantisce la sicurezza e blocca l'accesso in tempo reale se per caso un sito non é adatto al pubblico presente. L'esperienza che voglio raccontare qui è stata realizzata nell'anno scolastico 2005/06. Il Personal Computer, che ha impiegato anni per arrivare e diffondersi nelle scuole, e ne impiegherà ancora qualcuno per essere vissuto come uno strumento didattico a tutti gli effetti (piuttosto che come un giocattolo o come una baby sitter), rivendica la possibilità di essere utilizzato per "fare cose interessanti" già negli anni dell'infanzia.

È bello arrivare in una scuola d'infanzia mentre i bam­bini stanno giocando in giardino o quando, nell'ora di riposo, sono sdraiati nelle brandine per rilassarsi un at­timo e scoprire che come vedono la tua presenza "mol­lano" quello che stanno facendo e guardandoti grida­no: "La maestra Simonetta!  Si va al computer!".

 

Ormai i bambini mi hanno associato alla figura del pc. Sono un hardware, in carne e ossa e questo permette loro di poter dire che quando ci sono io si può utilizza­re, in modo corretto, qualsiasi tipo di tecnologia.

 

Partendo dal mouse...

Questi piccoli amici della scuola d'infanzia di Oltrefiu­me, con le maestre Enrica, Viviana e Francesca hanno potuto utilizzare il vicino laboratorio di informatica delle scuole medie (nella loro scuola è presente solo una po­stazione) con ben 10 computer per i ragazzi e uno per le insegnanti. Hanno potuto divertirsi, imparando non solo a navigare ma anche a utilizzare il mouse in modo corretto, preciso ed efficace. Infatti, il primo approccio con il calcolatore comporta il superamento del proble­ma: come usare il mouse? Questo piccolo topolino di plastica che permette qualsiasi cosa on-line, da usare non è semplice come sembra. La manualità corretta im­plica un uso preciso della motricità fine che si acquista molto lentamente e utilizzandolo spesso.

Inizialmente i bambini lo usano anche con due mani: l'impressione che la freccia nello schermo scappi, se non lo tengono con due mani, é davvero forte. Questa capacità d'uso corretto non avviene in modo sistema­tico e programmabile. I bambini hanno già visto il mou­se nelle loro case, nel pc del papà, ma lo usano poche volte. Quindi sanno che si usa muovendolo con una mano, perché lo hanno visto fare, lo impugnano, magari ti chiedono qual è il tasto da premere ("Maestra clicco questo o questo?" indicando il destro o il sinistro...) e poi imparano da soli, provandoci più volte, guardando il compagno vicino, imparano facendo.

 

Navigazione sicura a bordo di un "Veliero"

Navigare sicuri in Internet? Si é potuto pure dimostrare che poteva diventare un'attività didattica multi-discipli­nare. Toccando i vari campi di esperienza coinvolgeva

* Insegnante di scuola primaria dell'istituto Comprensivo "A Fogazzaro" di Baveno (VB), laureata in Scienze deI/'Educazione presso /'Università di Padova. si occupa di progetti rivolti a un uso corretto delle tecnologie nella scuola

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Messaggi, Forme e Media

qualsiasi insegnante e qualsiasi attività, Il collegamento cognitivo tra l'utilizzo del mouse e la ricerca in internet è sequenziale. I bambini creano delle mappe concettuali, continue, cercando un loro riferimento e trovandolo attraverso dei percorsi precostituiti. Chi l'avrebbe mai detto che operazioni cognitive così complesse po­tessero essere fatte non solo con il pc ma anche in età così precoce?

I bambini, curiosi di natura, arrivano in aula informatica in fila per due ma appena varcano la soglia si lanciano in una corsa sfrenata verso la postazione. 10 PC, si­tuati nei due Iati dell'aula, parallelamente tra loro, sono tutti uguali ma ogni bambino ne sceglie uno secondo una propria logica personale. Le due file di pc sono di­sposti con il monitor verso il muro e le sedie di fronte. I bambini seduti danno le spalle ai compagni che stanno nella riga opposta ma possono comunicare con i co­etanei della postazione di destra e di sinistra. Tra le due file di pc, le insegnanti camminano alle spalle dei più pic­coli per controllare i loro movimenti e capire cosa fanno, intervenendo solo su richiesta e "al momento giu-sto". Appena tutti si sono impossessati o di una "poltrona blu" con le ruote o del mouse "vestito da topo" o del pc vicino all'amico del cuore, aspettano che l'inse­gnante passi ad accendere la postazione. Quando ap­pare il desktop con tutte le singole icone appartenenti a quel computer i bambini hanno il loro primo compito. Dobbiamo navigare? Ci serve una nave, anzi un veliero? Ebbene: cercate il veliero! Come lo vede il primo bambino, lo vedono tutti, o con i propri occhi o con l'aiu-to del compagno vicino e dell'amico più impaziente che

si è già alzato e girando di pc in pc dice a tutti: "ecco il veliero, clicca".

Cliccando l'icona del piccolo Veliero che appare nel desktop si apre subito l'home page di questo variopinto programma. L'interfaccia è molto colorata e i bambini ne sono felici.

 

 

Motociclista, produzione Ditta Lehmann. Gemania 1922, CoI­lezione P. Beretta. Foto A Buzzanca

l grande timone centrale divide le singole parti che il bambino può scegliere. Non dovrebbero saper leggere a 5 anni ma i bambini sanno subito riconoscere dove si tro­vano i siti dei giochi e cliccano per andarci. Poi le inse­gnanti li indirizzeranno verso la zona dedicata "ai più piccoli" dove vi sono comunque giochi e attività divertenti ma che non necessitano di aver acquisito la capacità di leggere e scrivere. Giochi che vengono raccontati, che necessitano di essere colorati o che insegnano a cantare e suonare. I bambini comunque non si preoccupano anche se vi sono delle parti scritte. Vicino a ogni parola vi è spesso il disegno, l'icona, o il personaggio conosciuto che fa distinguere e riconoscere l'attività.

Il viaggio con il Veliero porta i bambini a navigare per mari immensi e conoscere nuove isole. No, non chie­dono mai "cosa facciamo adesso?" come spesso suc­cede a scuola: sanno già che con il mouse possono toccare qua e là cercare qualcosa di bello per loro.

Lo sfondo integratore sviluppato dalle maestre della scuola dell'Infanzia di Oltrefiume per i bambini era quello di un veliero che navigava nei mari profondi in cerca di isole nuove, per vedere se potevano incontrare nuovi amici o nuovi giochi da imparare. L'isola in cui abbiamo deciso di approdare con le insegnanti e i bambini è proprio quella "per i più piccoli". La schermata che si apre offre una serie di colonne con il nome del sito, la foto e una breve spiegazione che a volte si legge a voce alta.

Forse la prima e unica difficoltà è proprio l'uso del mou­se. Il mouse prevede un utilizzo intelligente della mano e una percezione oculo-manuale molto sviluppata. Ma questo ostacolo viene superato gradualmente e il bam­bino è autonomo nelle sue scelte virtuali.

Interessante notare come i bambini si autogestiscono nell'attività, indipendentemente dalle insegnanti. Chi non riesce non chiama la maestra: chiede al compagno più vicino o si guarda in giro. L'insegnante viene interpellata solo per le emergenze, quando per sbaglio qualcuno clicca qualcosa di complesso e scompare la schermata o compare qualche finestra che avvisa di un errore.

 

La scoperta dei siti
 

Inizialmente lasciamo che ogni coppia di bambini (visto il numero elevato vi sono due bambini per ogni pc) de­cida cosa vedere. Chi riconosce il sito della CHICCO, chi quello della Pimpa... se vedono l'Albero Azzurro co­minciano a cantare finché si apre la pagina. Chi cerca qualche gioco che già conosce. Chi ha capito come funziona il programma e clicca il pesce in alto a sinistra che fa tornare indietro di una pagina per ritornare nella Home page e cercare "giochi". Ogni bambino quindi ha la possibilità di scegliere un sito e osservarlo, giocarci un po'. Poi le insegnanti decidono di provare a utilizza­re uno stesso sito con tutti i bambini.

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Il Veliero permette che dalla postazione dell'insegnan­te (Nostromo) si possano veicolare tutti i "velierini" in un unico sito, semplicemente cliccando il comando "conduci".

Ogni singola postazione vede comparire la finestra con

scritto "l'insegnante ha scelto per te questo sito" e, an­che se i piccoli scolari non capiscono cosa succede e iniziano a protestare perché "sta scomparendo tutto", poi si ritrovano con il nuovo gioco scelto dalle inse­gnanti e subito si fanno coinvolgere da questa nuova attività!

Vi sono degli strumenti musicali coloratissimi, Lo xilofono permette di creare delle musiche diverse semplicemente colpendo con la bacchetta (e quindi col mouse) i singoli tasti, Ne esce un' orchestra dai suoni più strani ma tutti interessanti. Poi è possibile cambiare strumen­to e a poco a poco i bambini scelgono quello che a loro piace di più. La musica comunque attrae la loro attenzione e ci "spendono" volentieri parecchi minuti.

 

 

L'attività laboratoriale

Di solito il tempo trascorso in laboratorio è di un'ora. Di più sarebbe eccessivo per l'esposizione dei ragazzi da­vanti al monitor. Di meno sarebbe insufficiente, in quan­to nei 60 minuti sono compresi i tempi di accensione e spegnimento del calcolatore, la spiegazione di cosa si farà in laboratorio e la richiesta finale ai bambini su quanto fatto e quanto imparato, inclusi gli imprevisti vari che la rete comunque spesso ci regala.

Dopo poche lezioni si può già dire che gli alunni sanno orientarsi molto bene per visitare i siti che a loro piac­ciono di più. Hanno imparato poesie, canzoni e fila­strocche. Incontrato i loro animali preferiti e i personaggi dei cartoni più famosi. Hanno stampato disegni che poi hanno colorato nei modi più fantasiosi. Insomma, on- line si, ma in un mondo dove un bambino impara gio­cando, senza pericoli.

L'attività però non deve esaurirsi in un unico momento di laboratorio. La pratica con i computer è indispensa­bile per dare al bambino autonomia con la macchina, quella sicurezza che solo certi programmi possono dare, quella strategia di scelta nel mondo vasto ma già re­cintato (il Veliero propone una white list di siti già con­trollati) che viene loro offerto.

Poi però i bambini tornano a scuola e nelle loro aule devono poter continuare questo gioco, completare il

progetto. Possono disegnare quello che a loro è più piaciuto. Possono ricordare, anche il giorno successi­vo, con la loro insegnante, cosa hanno fatto e quali sono le procedure più corrette per navigare in internet. E se anche un singolo bambino sembra non ricordare più nulla, poi, tutti insieme, riescono a rivivere, rielabo­rando i comportamenti, quanto s'è sviluppato il giorno precedente in aula informatica, compresi gli imprevisti o gli errori corretti.

Per questo mi sembra sempre molto importante ricor­dare a tutte le colleghe, anche quelle un po' più "allergi­che" alle nuove tecnologie, che il computer non è solo "fare informatica" ma deve essere visto e utilizzato come uno strumento. Posso usare un libro per raccontare una storia ma posso anche usare il computer. Con il computer si possono fare attività diverse e sviluppare molteplici campi di esperienza. Importante è la metodologia usata. Importante è dare il giusto approccio ai bambini per poter usare correttamente le macchine, imparare a trovarne il giusto mezzo da usare prima che possano essere loro (i più piccoli) a essere usati dalle macchine.

Grazie alla professionalità riscontrata nelle colleghe del­

la scuola d'infanzia di Oltrefiume, posso dire che il pro­getto di utilizzo didatticamente corretto del pc nella scuo­la d'infanzia abbia ottenuto ottimi risultati, spendibili poi nel grado di scuola successivo. Il mio intervento di 10 ore ha posto le basi che si sono poi sviluppate nelle attivi­tà didattiche quotidiane, inserendo gli stessi obiettivi del progetto nelle attività trasversali. Tanti piccoli accorgimenti per rendere l'attività informatica non una materia da imparare ma un'attività che ci permette di interagire nei singoli campi di esperienza.

Nel mondo dei più piccoli i problemi non si creano, si superano. I bambini imparano e si aiutano uno con l'al­tro, indipendentemente dall'insegnante. Quello più im­paziente si alza spesso e ti chiama tirandoti per la ma­nica della giacca se non lo ascolti subito. Il più timido sta zitto e aspetta, ma sicuramente un compagno più vivace passerà di li e lo aiuterà.

Il bello di questa attività è che tutti i bambini aiutano tut­ti (peer to peer). Volendo anche il robottino Jack che appare nello schermo può aiutare i bambini, parlando con loro, consigliandoli e spiegando come funziona que­sto o quel sito. Quando arriva all'improvviso (è mano­vrato da un'insegnante) saluta i bambini a viva voce e loro per tutta risposta, senza curarsi del fatto che sia­mo on-line, lo guardano, sorridono verso lo schermo e lo salutano con le mani urlando un bel "ciao". E’ infatti presto per loro capire e usare la chat, se non attraverso dei messaggi vocali. La voce e la prossemica sono molto istintive e naturali nel bambino. Quindi perché non lasciare che si esprima cosi?

Noto con curiosità che, mentre navigando scoprono la sezione dedicata ai giochi (e non sapendo leggere ri­conoscono le figure), quando non raggiungono l'ob­biettivo prefissato chiedono aiuto e indicano toccando col dito lo schermo ciò che vogliono provare. Toccano lo schermo quasi per rassicurarsi che ci sia, che sia lì. Il contatto manuale è importante. Cercano un contat­to privilegiato e se è un personaggio gli sorridono pure, certi che avranno un trattamento di favore.

Ascoltano le favole, disegnano e qualche volta stam­pano delle figure da colorare. Giocano, cantano e si di­vertono suonando al pianoforte. Quando qualcuno sco­pre qualcosa di veramente bello, lo urla e felicemente lo pubblicizza con gli altri che subito vogliono provarlo.

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Messaggi, Forme e Media

Tut Tut, produzione Ditta Lehmann, Gemania 1922, CollezIo­ne Ditta P. Beretta. Foto A. Buzzanca.

 

Autonomi davanti al pc

  I bambini sono riusciti a stupire sia me che le loro inse­gnanti, dimostrandoci come in poche lezioni avessero già acquisito una discreta autonomia e sicurezza nella navigazione libera.

Quel giorno in laboratorio, mentre i bambini svolgeva­no delle attività al pc, parlando con le colleghe volevo proporre loro di visitare un sito francese originalissimo: un museo di arte contemporanea dove i bambini pos­sono disegnare e dipingere dei quadri creati da loro.

Mentre in piedi davanti alle postazioni dei pc spiegavo alle insegnanti le istruzioni per raggiungere quel sito specifico, alcuni bambini, chiamandoci, mostrano che nel loro schermo era già presente il sito che io cercavo. Erano già riusciti a raggiungere il mio obiettivo, utilizzando le stesse procedure che io dettavo alle colleghe. Ave­vano trovato il link del sito, avevano seguito un percorso mentale, una loro mappa concettuale per arrivare all'obiettivo. Non sapevano magari come si chiamasse ma la memoria visiva, più la buona motricità acquisita col mouse, li avevano aiutati nel loro obiettivo: andare dove dicevano le maestre e le maestre erano veramente lì, con la bocca aperta, stupite, che guardavano questi bambini destreggiarsi su internet.

Molto spesso colleghe anche di scuola primaria, alle prese con i computer, di fronte a una richiesta di ricerca di un sito si chiedono: "Come faccio a trovarlo? Aspetta che mi scrivo le istruzioni su un pezzo di carta...".
I bambini invece hanno tutto nella loro "testa": deve solo es­sere dato loro il tempo e lo spazio soggettivi per cerca­re e trovare le istruzioni più corrette. É così che si usa internet. É così che si naviga: con pazienza e cercando

una traiettoria anche mentale che porti a sviluppare una singola strategia. È così che si cercano e si trovano i siti: osservando bene i disegni che appaiono, provando a usarli, facendosi consigliare...

I bambini imparano senza manuale. Imparano facendo, usando un metodo attivo. Le insegnanti, aiutandoli in questo nuovo modo di imparare, contribuiscono allo sviluppo delle nuove competenze.

Conclusioni
 

Questo progetto ha sviluppato molte competenze nei bambini della scuola dell'infanzia che vi hanno parteci­pato e, al contempo, è stata un'esperienza didattica­mente valida di uso corretto delle Nuove Tecnologie.

Il programma che abbiamo usato, Il Veliero, protegge i bambini dai pericoli della "navigazione" rendendoli al tempo stesso protagonisti attivi dell'esplorazione della rete segnalando nuovi siti, chattando e scambiandosi messaggi; permette che il bambino si senta libero di navigare da solo anche se solo non lo è mai. Infatti il browser permette la navigazione solo nei siti scelti da persone competenti sia nell'uso della rete che in cam­po educativo. In questo modo con il computer i bam­bini si divertono e, sicuri, ripeteranno l'esperienza ap­pena possibile.

Lo scopo del nostro inserimento nella programmazio­ne di Istituto era questo: iniziando a educare fin dall'in­fanzia al corretto uso delle tecnologie, si gettano le basi che consentiranno ai soggetti in crescita di essere attenti e consapevoli nel rapporto con i mezzi di informazione e di comunicazione. Infatti, discutendo poi in classe su possibili utilizzi del computer, i bambini, anche se piccoli, dimostrano di essere consapevoli di quello che fanno e portano a casa il messaggio positivo dell'esperienza fatta a scuola.

La Scuola d'infanzia di Oltrefiume, grazie alla sensibili-tà di queste insegnanti che hanno accettato di intro­durre nella loro programmazione didattica l'uso corretto delle Nuove Tecnologie, ha fatto del computer un "nuovo amico" nelle attività della scuola.

 

Bibliografia

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AA W. (2004), Menuale Utente -Emozionanti avventure in acque si­cure -1/ Veliero, Sam, Roma.

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Bertolini P. (1984), La scuola dell'infanzia verso il 2000, La NUOva tta­lia, Firenze

Frabboni F. (1984), La scuola dell'infanzia. Una nuova frontiera dell'educazione, La Nuova Italia, Firenze

Gordon T (1991),Insegnanti efficaci -1/ metodo Gordon: pratiche educative per insegnanti, genitori e studenti, Giunti & Lisciani Editori, Firenze

 

 

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