Ieri, 13 novembre, sono andata alla “Casa della Resistenza” a Fondotoce con la mia classe e con la classe quarta.
Ci hanno accompagnati le maestre Anna, Simonetta e Monica con il pulmino.
Abbiamo conosciuto un ex partigiano che ci ha raccontato alcuni fatti, ci ha detto che l’ultima famiglia in ordine alfabetico di quelle presenti sulla lapide commemorativa dedicata agli eccidi degli ebrei, è stata uccisa tra il 10 e l’11 settembre 1943, i componenti della famiglia si chiamavano Ettore, Elena, Riccardo e Lina.
Un’altra lapide riportava incise queste parole:
“ A ricordo dei 43 partigiani fucilati in questo luogo il 20 giugno 1944 e dei 1200 caduti durante la lotta di Liberazione nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola”
In realtà noi abbiamo saputo che i martiri erano stati solo 42, perché una persona si salvò.
Ho capito che cos’è il razzismo e ho provato un sentimento di rabbia.
E’ stata una visita interessante che mi ha fornito altre informazioni su questi argomenti che stiamo studiando.
ROMANO:
Il giorno 13 novembre, con la classe quinta e quarta, con le maestre e lo scuolabus andammo a Fondotoce, alla Casa della Reistenza. Appena entrati nel parcheggio, si vedeva una struttura a forma di L. Arrivò un signore, un ex partigiano, il quale, molto gentile, ci portò nella pineta vicino ci spiegò che prima c’era un prato con un sentierino.
Ci fece vedere un canale, che una volta allagava quel prato , un ulivo, segno del ricordo della Palestina, agli ebrei uccisi, poi una croce che si erigeva dietro un blocco di pietra con dentro le ceneri degli uomini bruciati nei forni portate da 4 partigiani sopravvissuti. C’era anche un muro con scritto sopra dei nomi di tutti quelli morti per il razzizmo, dietro piantate 42 piante in ricordo dei 42 martiri di Fondotoce, perché il 43° era riuscito a salvarsi miracolosamente. Entrati nella Casa, e precisamente nella sala auditorium, vedemmo il filmato del partigiano sopravvissuto. Egli raccontò che si era salvato svenendo, fu colpito ugualmente, però era ancora vivo, perché anche il colpo decisivo era andato a striscio della testa.
Le signore e i signori che mettevano a posto i corpi morti, lo videro e gli fecero barriera, lo medicarono a malapena e gli dissero di risalire il fiume – canale. Dopo 200 metri, arrivò un signore e lo mise in un tronco vuoto cavo; infine, di notte, lo portarono fuori e lo medicarono.
Guarito, ritornò dai partigiani. Adesso è ancora vivo, ma si ricorda ancora tutto e lo ricorderò anch’io per tutta la vita. Il film è stato toccante si capiva la paura di morire, ma anche il desiderio di dare la propria vita per liberare l’Italia dai tedeschi.
LORENZO
Martedì tredici novembre, noi bambini di classe quinta insieme agli alunni di classe quarta andammo a Fondotoce a visitare la Casa della Resistenza.
Un tempo era un bosco, adesso è una specie di parco pubblico con una grande casa, ora adibito a museo.
Andammo con lo scuolabus e fummo in molti.
Ci siamo recati in quel luogo per approfondire le notizie che ci servivano per il progetto “i giovani ricordano la Shoà”.
Entrammo in una stradina e vedemmo alcune lapidi a ricordo di tutti gli Ebrei trucidati dai nazisti il 3 settembre 1943. Dopo aver visto le lapidi, andammo a vedere un ulivo venuto da Gerusalemme, a fianco a noi c’erano quarantadue piante che rappresentavano i quarantadue partigiani martiri.
Vedemmo anche lapidi tra cui quelle di giovani ebrei trucidati a Meina, amici di Becky Behar.
Entrammo nella Casa della Resistenza dove abbiamo visto un filmato. Il protagonista era il quarantatreesimo partigiano che raccontava la sua esperienza da sopravvissuto alla fucilazione.
La cosa che ho trovato più interessante e che ha colpito particolarmente la mia attenzione è stata la visione del filmato.
MARCO
Il giorno 13 novembre la mia classe e la classe quarta elementare ed io, accompagnati dalle maestre Anna e Simonetta, andammo in visita alla Casa della Resistenza di Fondotoce.
Partimmo alle 9.00 di mattina con il pulmino comunale e arrivammo alle 9,15.
Alle 9.00 la maestra Anna si spiegò i motivi per i quali era stata organizzata questa visita e cioè per farci conoscere la storia dei partigiani e vedere i monumenti della Resistenza.
Appena arrivati ci accolsero 2 Partigiani, ormai vecchi, di cui non ricordo i nomi e ci fecero vedere subito i monumenti, alcuni molto significativi come:
il muro con scritti i nomi degli Ebrei morti in guerra, i 1200 partigiani sterminati nei Lager nazisti, i 150 presi e fucilati, i 300 morti nei rastrellamenti e una cartina geografica sulla quale era raffigurata come sarebbe stata l’Europa se Hitler avesse vinto la guerra.
La Casa della Resistenza è situata all’interno di un parco con grandi alberi.
E’ un luogo un po’ strano e ho provato dei sentimenti di paura e tristezza e ho capito quanto siamo fortunati noi oggi.
ELENA
Siamo partiti da scuola con le maestre Anna, Simonetta, Monica, con la mia classe e la classe quarta, per andare a Fondotoce a visitare la Casa della Reistenza.
La casa della Resistenza sorge su una zona dove nel 1944 furono fucilati 43 partigiano.
Arrivati in quel luogo ci ha accolti un signore anziano, un ex partigiano.
Mi colpii molto il bel panorama con tanti alberi, un fiume le cui acque che scorrevano si sentivano in lontananza e una croce di cemento enorme che sembrava toccasse il cielo.
Abbiamo fatto qualche passo per raggiungere un alto muro su cui erano scritti i nomi dei 1200 caduti.
Quel signore ci ha raccontato che gli alberi piantati dietro a quel muro, erano stati piantati in memoria dei 42 martiri partigiani uccisi, di cui uno, il 43 però si salvo miracolosamente.
Ora il 43 vive in Thailandia.
Siamo anche entrati a vedere nella sala video un filmato che mostrava l’intervista al 43° partigiano sopravvissuto alla strage. Dopo circa 10 minuti finì.
Prima di ritornare a scuola ci hanno consegnato dei depliants a ricordo della giornata.
Abbiamo salutato anche la nostra guida speciale.
E’ stata una bellissima esperienza.
FEDERICO
Martedì 13 novembre io, con la mia classe, quella di quarta e le maestre Anna, Monica e Simonetta, siamo partiti con il pulmino da scuola per andare a Fondotoce alla Casa della Reistenza per avere ulteriori informazioni sulla storia dei partigiani.
Quando siamo entrati, abbiamo trovato Gianni, un ex partigiano che ci ha fatto da guida.
Ci ha spiegato molto bene com’è avvenuta la morte dei quarantadue martiri.
Ho visto molti monumenti tra cui un ulivo e un muro su cui c’erano scritti i nomi dei morti a causa del nazifascismo.
Per ultima cosa abbiamo visto un’intervista del sopravvissuto.
Ho capito di più quanta sofferenza c’è stata in Italia a causa del nazismo e del fascismo.
NOEMI
Noi di classe quinta con la classe quarta e le maestre Anna Maria, Simonetta e Monica il giorno martedì 13 novembre 2007 siamo andati alla casa della Resistenza a Fondotoce con lo scuolabus.
Siamo andati per farci raccontare i fatti avvenuti molto tempo fa in quel luogo e precisamente il 20 giugno 1944.
Abbiamo incontrato una guida di nome Gianni, era un po’ anziano.
Lui ci ha dato il benvenuto alla porta; abbiamo fatto il giro del parco fuori e per primo abbiamo trovato una serie di nomi di partigiani. Proseguendo abbiamo visto una grande croce con ai piedi dei fiori e una corono d’alloro con davanti un’ urna funeraria contenenti le ceneri che alcuni partigiano sopravvissuti prelevarono dai forni crematori dal campo di concentramento di Mathausen.
Queste ceneri rappresentano tutti i caduti uccisi per la ferocia nazista. Subito dietro alla croce, c’è un muro costruito proprio dove furono uccisi i 43 martiri che in verità sono 42 perché uno si salvò nascondendosi sotto ai corpi dei suoi compagni.
Su questo muro enorme ci sono scritti i nomi dei partigiani che avevano partecipato alla guerra; al lato destro ci sono scritti i nomi degli ebrei morti sul lago Maggiore e vicino a quello c’è un ulivo: è un ulivo della Pace.
Dietro al muro ci sono piantati 42 alberelli che simboleggiano i 42 martiri.
Siamo entrati nella casa e abbiamo visto un filmato che raccontava la storia dell’uomo sopravvissuto alla fucilazione, attraverso un’intervista.
Il signor Gianni ha insegnato ai maschi che le donne contribuiscono di più e se cominciano una cosa, la portano avanti.
Mi è piaciuto molto andare là solo che ho ancora paura che succedano questi fatti.
FLORIANA
In una ventosa mattinata io con i miei compagni e la classe quarta siamo andati a Fondotoce alla Casa della Resistenza.
Arrivati ci ha accolti un signore di nome Gianni che era partigiano.
Con lui siamo andati a visitare i monumenti nel parco, fuori dalla casa e ci ha spiegato cosa essi rappresentano.
Su di essi sono incisi i nomi dei partigiani e degli ebrei morti durante la seconda guerra mondiale.
Nel parco ci sono anche 42 alberi che ricordano l’eccidio di Fondotoce.
All’interno della casa il signor Gianni ci ha fatto vedere un filmato: l’intervista a Carlo Suzzi il sopravvissuto dei 43 partigiani fucilati a Fondotoce.
I tedeschi lo credettero morto e con l’aiuto di alcune persone del posto riuscì a mettersi in salvo.
Dopo il filmato questo signore molto gentile a raccontare di questo partigiano sopravvissuto.
Nella Casa della resistenza ci sono molti cartelloni che ricordano gli episodi avvenuti durante la guerra sul lago Maggiore e non solo.
Prima dei saluti, il signor Gianni ci ha lasciato prendere del materiale informativo e alcuni libricini.
Io ero già stata alla Casa della Resistenza, ma è stato ancora più interessante insieme ai miei compagni.
MARTINA
La visita alla Casa della Resistenza si è svolta martedì 13 novembre 2007.
Io credo che il motivo dei questa visita fosse quello di far ricordare ai giovani la Shoà e per far conoscere le vicende della Resistenza dei partigiani nel nostro territorio.
Io e i miei compagni siamo stati guidati nel percorso da un ex partigiano.
La visita è stata bella e interessante perché ho imparato nuove cose che non conoscevo sulla guerra perché abbiamo sentito da un ex partigiano quello che fece nel nostro territorio.
Gianni, questo è il suo nome, ci ha raccontato una terribile vicenda avvenuta a Fondotoce il 20 giugno del 1944.
I nazisti, dopo aver catturato 43 partigiani li fucilarono per vendetta proprio dove ora sorge il Parco della Memoria e della Pace e la casa della Resistenza.
Nel parco ci sono diversi monumenti, un albero di ulivo, delle lapidi con i nomi dei caduti e degli ebrei uccisi sul lago Maggiore e una alta croce in ricordo di tutti i morti della guerra.