Fuochi d'Artificio


Fuochi d’artificio (FireWorks) [Articolo composto da 1141 parole]

Riferimenti: fuochi d’artificio, salute, ambiente, particolato, animali

Sommario: come dimostrato da numerosi studi scientifici, i fuochi d’artificio sono pericolosi per la salute di esseri umani e animali e sono dannosi per l’ambiente, quindi dovrebbero essere limitati o proibiti.

Da sempre sono affascinato dagli artifici pirotecnici.
Quando questi erano riservati a poche località e a poche occasioni, quali ad esempio quelle per la festa di San Vito ad Omegna, ricordo interminabili code e incredibili ammassi di persone per assistere allo spettacolo, che solitamente riservava molte belle emozioni.
In tutti c’era l’aspettativa di nuovi effetti e di coreografiche combinazioni.
Ricordo anche con piacere una serata magica all’Isola Bella in occasione delle Settimane Musicali di Stresa (circa una ventina di anni or sono) dove proposero una esecuzione musicale dell’opera di Handel ‘Music for the Royal Fireworks’ con accompagnamento dello sparo di fuochi di artificio.
Sebbene il sincro non fu perfetto per problemi tecnici, l’effetto fu comunque spettacolare!
Poi… negli ultimi anni/decenni il tutto ha subito una incredibile accelerazione e ora si ‘sparano’ fuochi ovunque e in ogni occasione!
A Baveno poi, questa pratica, per questioni commerciali, in alcuni periodi dell’anno ha frequenza addirittura quotidiana e mentre magari sei già nel letto col primo sonno, alle 23:00 / 23:30 senti partire il trambusto, che si conclude col classico gran frastuono di chiusura.

Mentre questa ‘moda’ prendeva piede, crescevano però sempre di più le mie consapevolezze ambientali e le conoscenze tecnico/scientifiche/epidemiologiche in ambito ambientale.
(Per chi non lo avesse notato, ricordo che collaboro anche con la struttura di Epidemiologia Ambientale operativa presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (https://www.istitutotumori.mi.it/s.s.-epidemiologia-ambientale).

Ora il mio atteggiamento nei confronti delle ‘esibizioni’ di fuochi d’artificio è cambiato.
Ad ogni occasione penso a cosa comportano questi eventi per l’ambiente e di conseguenza per gli esseri viventi che vi soggiornano. Pur dispiacendomi per la perdita di un bel spettacolo, credo che dovremmo limitare queste pratiche a pochi eventi eccezionali di grosso interesse pubblico e non farne un uso smodato e commerciale, che oltretutto ne rende anche meno efficace l’effetto.
Come dice il proverbio… il gioco e bello quando dura poco…

Vediamo quali sono i principali problemi creati:

  • Rumore in ore notturne.
  • Emissione di particolato atmosferico [fumo] (gli ormai famosi PM10, PM2,5 PM0,1)
  • Emissione di metalli pesanti [quelli che danno il colore osservato] ad esempio: antimonio, arsenico, stronzio, bario, rame, alluminio, fosforo, magnesio, titanio e ferro
  • Emissione di sostanze tossiche, quali il perclorato d’ammonio.
  • Inquinamento dei fondali (quando come da noi, sono eseguiti sull’acqua) anche con il rilascio in acqua dei residui, delle ceneri e dei prodotti di confezionamento).
  • Disturbo agli animali, sia selvatici che domestici, con disagi che posso arrivare sino alla pazzia o alla morte e avvelenamento per le sostanze rilasciate.
  • Danni fisici alle persone per uso improprio.

Approfondiamo:

  • È noto che il rumore soprattutto nelle ore notturne sia deleterio per la salute. La perdita di sonno indotta dal rumore può comportare numerose e spiacevoli negative ripercussioni sulla salute, tant’è che esistono normative limitanti ben precise in merito.
    (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20472951/)
    (https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/rumore/rumore-e-salute)
  • Il particolato atmosferico nelle varie espressioni dimensionali (espresso in µm (micro millimetri) rappresenta l’insieme delle particelle solide e liquide sospese in aria formando la miscela dell’aerosol atmosferico.
  • L’esposizione al particolato atmosferico grossolano (PM10) fine (PM2.5) ed ultrafine (PM 0,1) è ormai noto da decenni che può causare problemi alla salute, soprattutto all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, inoltre recentemente la IARC (Agenzia Internazionale sul Cancro di Lione) ha stabilito nella monografia 109 ”outdoor air pollution” che l’esposizione all’inquinamento atmosferico esterno è classificato nel Gruppo 1, cioè cancerogeno per l'uomo (https://publications.iarc.fr/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Outdoor-Air-Pollution-2015).
  • Diversi studi scientifici, fra cui uno a cui ho collaborato, hanno dimostrato l’associazione fra l’esposizione al particolato atmosferico fine (PM2.5) e l’insorgenza e/o l’aggravamento di patologie tumorali. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28076275/)
  • È stato osservato che i fuochi d’artificio emettono una grande quantità di particolato atmosferico di tutte le dimensioni che rimane presente per un tempo discretamente lungo nell’ambiente e si può depositare sulla vegetazione e sul terreno o nelle acque. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27600288/). Inoltre diversi studi scientifici rilevano anche, la presenza di metalli pesanti e di composti organici volatili tossici (COV).
  • Non sono un esperto, né di comportamento, né di salute animale, ma chi ne possiede uno (come molti mi riferiscono), conosce il disagio provocato dal rumore dei ‘botti’ sugli stessi. Inoltre pare che gli animali selvatici possano essere disorientati sia dal fragore che dalla luce perdendo l’orientamento. Ma leggendo la letteratura scientifica… pare che il problema non sia solo relativo al rumore, ma anche dalla ingestione dei residui e dal fatto che tutte le sostanze si depositano a livello del suolo su cui gli animali si possono muovere.
    [Pensiamo anche ai bambini piccoli o nei passeggini/carrozzine…!!!]
    (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=fireworks+animal)
    (https://clinicalaveterinaria.it/it/fuochi-dartificio-paura-e-fobia-nei-cani/)
  • Sia le cronache, che la letteratura scientifica sono ricche di notizie sui danni alla persona provocati dall’uso individuale di prodotti esplodenti e pirotecnici, che vanno dalla semplice ustione, alla perdita di arti e/o funzionalità visiva, sino alla morte!?
    (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=fireworks+damage)

 

Conclusioni:
Tutto questo non può che evidenziare che l’uso dei fuochi d’artificio e dei prodotti pirotecnici, va drasticamente limitato se non eliminato.

Cosa fare per contrastare questa pratica?
L’esercizio di queste attività è vincolato al consenso delle autorità comunali (leggo… che ci si deve riferire alla legge 447/95 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-10-26;447!vig=), che ne deve valutare il rispetto della normativa per l’inquinamento acustico.
Inoltre il sindaco rappresenta la più alta carica sanitaria sul comune ed è quindi responsabile in caso di attività che possano cagionare danno alla salute di esseri umani e/o animali, oltre che all’ambiente in generale.
Occorre quindi segnalare alle autorità comunali, attraverso i canali ufficiali, il proprio dissenso e gli eventuali problemi/disagi riscontrati durante lo svolgimento di queste attività; contattare Sindaco e Comando della Polizia Locale.
Sperando in questo modo di ottenere una sensibilizzazione al problema e la proibizione di queste attività per uso personale e/o commerciale.

Un consiglio
Capisco che per le realtà commerciali che usano questa attrattiva per offrire un servizio aggiuntivo ai propri clienti, possa risultare indigesta la mia disgressione sui giochi pirotecnici, ma mi permetto di dire che è giunto il momento di essere tutti responsabili verso quanto ci è stato donato in custodia: l’ambiente. Probabilmente vale la pena di pensare ad attività diverse, meno impattanti, rendendo consapevoli i clienti di cosa significa l’esercizio di queste pratiche e offrendo loro percorsi alternativi più rispettosi per l'ambiente. Credo che così operando e mostrando ‘un’anima’ più ' ecologista' potranno acquisire nuova clientela… i tempi sono maturi!

N.B.: diversi dei riferimenti citati, sono in lingua inglese. Tutti i lavori di interesse scientifico vengono normalmente pubblicati in lingua inglese in modo da essere fruibili dal maggior numero di persone, poiché l’inglese è universalmente ritenuta una lingua di interscambio in ambito tecnico/scientifico.

Un ringraziamento particolare al dr. Alessandro Borgini che, a titolo personale, ha effettuato la revisione dello scritto.

Per comprendere come valutare la correttezza delle informazioni leggi anche l'articolo:
IL METODO SCIENTIFICO

Baveno, 15agosto 2022 - Questo scritto rappresenta l'opinione personale del dott. Giulio Barigelletti, frutto delle conoscenze ed esperienze acquisite.

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